Per Passione Basket Italia, Basilicata e Puglia abbiamo intervistato Coach Menga, allenatore di Riva dei Greci Bernalda, quest'anno dopo alcuni anni disputa un campionato interregionale, grazie alla famiglia Carella come Giuseppe e Fabiola e ai suoi collaboratori. Una DR1 Puglia (vecchia serie D) ma rispetto agli altri anni è un livello in come ci dice il coach. Bernalda era partita un po in sordina con una squadra quasi totalmente nuova, ma con il lavoro costante e giornaliero i risultati stanno arrivando, il campionato è ancora lungo, ci sono tanti punti da prendere, ma è sulla buona strada
- Coach, un tuo pensiero sul campionato di DR1 (ex serie D)?
Il campionato di DR1 di quest’anno , come dicono tutti gli addetti ai lavori, è realmente di alto livello rispetto al passato, sia dal punto di visto tecnico che fisico. Ci sono giocatori scesi da una o due categorie superiori e roster che farebbero bene anche in C. La Puglia è da sempre rinomata per il suo alto livello nei campionati Minors Senior, ma, forse, nessuno si aspettava così tanto.
- Primo campionato per Bernalda in questa serie come stai vedendo il suo cammino?
Bernalda, come detto sin dall’inizio, è al suo famoso anno zero, in cui si sta cercando di porre le basi per il futuro sia recente che prossimo. Purtroppo paghiamo l’assenza in campionati senior di questo livello da un po’ di anni e di conseguenza il bacino di risorse umane è ristretto ai soli under Made in Riva dei Greci. Per questo abbiamo cercato profili giovani che possano essere la base per il futuro del basket bernaldese insieme ai ragazzi del posto, iniziando ad innalzare il livello degli allenamenti dal settore giovanile fino alla DR1. Pertanto, ora, stiamo iniziando a raccogliere i frutti di questo duro lavoro iniziato a settembre e che porterà solo benefici futuri data la giovane età del roster.
- Una squadra quasi totalmente nuova come si fa a tenerli insieme, considerando che c'è stato qualche cambio in corsa.
Tenerli insieme non è complicato, i ragazzi, tutti coetanei, vogliono solo allenarsi, migliorare e giocare, com’è giusto che sia a questa età. Ovviamente all’interno del gruppo ci sono dei “leader” che hanno fatto sì che, anche chi è arrivato in corsa potesse sentirsi subito a suo agio. Ovviamente il tutto viene agevolato anche dal fatto che praticamente tutti vivono a Bernalda, per cui convivono anche fuori dalle sedute di allenamento. Ogni tanto bisogna tirare le orecchie, ma alla fine sia io che la società siamo abbastanza soddisfatti di aver scelto dei bravi ragazzi con la testa sulle spalle prima di tutto e poi anche dei bravi giocatori.
Visto la risalita in classifica, anche se presto, quali sono gli obbiettivi di Bernalda?
- L’obiettivo, vedendo la classifica, è mantenere la categoria prima di tutto, conquistata con tanti sacrifici da parte di tutti gli addetti ai lavori. Ognuno di noi ci sta mettendo del proprio per portare la nave in porto quanto prima. Contestualmente, bisogna continuare a crescere e migliorare individualmente e come squadra, cercando da qui alla fine di toglierci quante più soddisfazioni possibili, sia con la DR1 che con la U19, dove ci affacciamo alla seconda fase con l’obiettivo di arrivare fino in fondo.
- Cosa manca, e se manca qualcosa a questa squadra?
A questa squadra manca solo un po’ di astuzia, furbizia nei momenti topici delle partite, dove spesso la frenesia ci porta a fare ancora delle scelte affrettate. Ma, questo, è dettata dalla mancanza di esperienza, che arriverà man mano, con il passare delle partite, quindi fa parte del processo di crescita di un gruppo così giovane ma dalle indubbie qualità tecniche. L’esempio lampante, nei momenti “caldi” di una partita, ogni squadra ha la sua “stella” a cui affidarsi in attacco (Cvetanovic, Torresi, Provenzano ecc ecc), noi, invece, non avendo questa figura “esperta” all’interno del roster, ci affidiamo al gruppo e alla nostra voglia di portare l’intera posta in palio a casa. Fa parte del voler responsabilizzare i ragazzi, cosa che in tanti dicono ma che in pochi realmente fanno.
- Quali sono gli obbiettivi di coach Menga?
I miei obiettivi, al momento, sono in linea con quelli societari, quindi ottenere la salvezza matematica quanto prima in DR1 ed arrivare a giocarsi le nostre chance con il gruppo U19 Gold fino in fondo. Ma tutto ciò passa sempre dal duro lavoro in palestra e quindi dall’aiutare ogni ragazzo che veste Riva dei Greci Basket Bernalda a migliorare quotidianamente. Ciò vale per tutti i gruppi, dal minibasket, dove Giuseppe e Fabiola stanno facendo un super lavoro, sia con i gruppi giovanili, fino alla DR1.
- Il pubblico sta rispondendo bene è tornato a gremire gli spalti, è soddisfatto?
Ecco, questo è il primo obiettivo che abbiamo raggiunto con la società.
La gente di Bernalda è di nuovo affezionata alla pallacanestro e non ci fa mancare il proprio supporto.
Nel Paese si respira ovunque pallacanestro, e i ragazzi lo notano e apprezzano. La cosa più bella è vedere il palazzetto pieno di bambini e famiglie e credimi che il colpo d’occhio dalla panchina è realmente da brividi. Di conseguenza anche i numeri del minibasket sono in aumento perché in tanti si stanno avvicinando al nostro movimento e non è una cosa da poco considerando l’attenzione che abbiamo verso i giovani. Non nego che, come è giusto che sia, abbiamo ricevuto anche qualche critica quando le cose non andavano per il verso giusto, ma, ora, tutti si sono resi conto che questi ragazzi ci mettono il cuore per provare a vincere le partite ed hanno bisogno del pubblico di Bernalda. A proposito di ciò mi sento di ringraziare tutta la gente che ci incita costantemente, certo, che, ora che stiamo entrando nella fase più importante della stagione, ci farà sentire il proprio calore ancora di più. Per noi è un privilegio avere questa tifoseria perché sappiamo di non essere mai da soli. Grazie Bernalda!
Ringraziamo coach Giovanni Menga per la disponibilità